La Regia strada delle Calabrie il Miglio D’oro

«Miglio d’Oro», precisiamo che esso è quel tratto di strada che una volta collegava Napoli con la “Strada Regia della Torre Ottava” (o Strada delle Calabrie) ed era fiancheggiato, lungo quel tratto di costa, da stupende ville settecentesche, realizzate in stile barocco napoletano e volute dall’aristocrazia partenopea.

L’itinerario delle “ville di delizia”, ha inizio dai quartieri di San Giovanni a Teduccio e procede verso i confini di Torre Annunziata. Questo miracolo architettonico e paesaggistico sorto alle falde del Vesuvio è stato realizzato nei primi decenni del Settecento, quando la regina Maria Amalia di Sassonia, figlia del re Augusto III di Sassonia, ebbe modo di ammirare presso la villa paterna di Dresda, due meravigliose statue acquistate dal padre e indicate come «Ercolanesi» per la loro provenienza da Ercolano, una delle città sotterrate dal Vesuvio nel 79 d. C. e al tempo ancora sepolte dalla lava. Dunque, secondo una famosa leggenda, l’origine e il diffondersi delle Ville Vesuviane è un fenomeno da attribuire alla volontà della Regina Maria Amalia, dato che quest’ultima, andata sposa al giovane re Carlo III di Borbone, propose al marito di far costruire per lei un “palazzo di delizie” posto nelle vicinanze del piccolo porto del Granatello a Portici. Questo luogo antico, non solo era circondato dall’incantevole mare, ma era anche ricco di antiche sculture, di sfarzosi edifici, ma anche dal Vulcano, dalla pianura e da fertili terre, adatte persino alla caccia, una delle più grandi passioni del re. Allora, la regina Maria Amalia, ammirando la bellezza del luogo e rimasta affascinata da tutto ciò decide di far sorgere, in quel gradevole posto, una villa reale.

Pietra “miliare” ad Ercolano rappresentante il IV miglio partendo da Napoli (forse l’unica rimasta)

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Nel territorio vesuviano che si chiamò ”territorium plagiense foris flubeum”, cioè territorio costiero oltre il fiume Sebeto, rispetto a Napoli, come si può apprendere da una preziosa Carta redatta dall’insigne storico napoletano Bartolemeo Capassao nella sua opera Monumenta, ad Neapolitani Ducatue Historiam pertitinen- tia” (Monumenti pertinenti alla storia del Ducato Napoletano) si registra, nonostante altre eruzioni nel 203, 472, 512, 556. 685, 787,993, l’esistenza, di villaggi o, come erano detti casali, cioè insieme di case, sorti sulle lave vulcaniche solidificatesi: Tertium, Quartum yictulum, Sirinum, Crambanum, Portici, Risina, Calistum, Turris de Octava, Massa Sollensis, cioè Sola (1). Così nell’orbita della ducale Napoli lungo la strada costiera dell’antico territorio ercolanese, presso il mare e fra i villaggi d6i Calastro e di Sola, incrementandosi a spese di questi che andavano decadendo, era sorta Torre Ottava, rustico casale altomedioevale abitato da modeste famiglie di peacatori, con la chiesa di ”S. Maria della Turre” (docum. del 1015), cioè “S. Maria Maggiore” fondata in epoca remota, forse prima del mille, piuttosto piccoletta, ma ben regola, detta anche dell’Ospedale perché aveva contiguo un edificio per ospitare forestieri e pellegrini di passaggio.

La Regia strada delle Calabrie il Miglio D’oroultima modifica: 2014-01-29T14:23:01+00:00da ninkonanko

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