MEMORIA STORICA CANCELLATA

Grazie nord!

150° Unità d’italia, occasione sprecata per vera unità – IL SUD CHIEDE IL GIORNO DELLA MEMORIA

 

 

 

1861-1871, l’eccidio del Sud: migliaia di morti meridionali che rifiutarono l’invasione del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II di Savoia per “piemontesizzare” l’Italia.
La nazione unita ha cancellato dalla storia quei morti e continua a cancellarne la memoria negandogli un minimo ricordo. Al contrario, le istituzioni festeggiano l’unità d’Italia celebrando i 150 anni dall’incoronazione di Vittorio Emanuele II re d’Italia, quindi celebrando di fatto la monarchia sabauda e non la vera unità che venne più tardi, e rendendo onore all’aguzzino dei popoli del meridione alla cui tomba ha reso onore il Presidente della Repubblica Napolitano dopo aver puntato il dito contro quel sud che non dimentica.
Un Presidente che sovrappone consapevolmente la celebrazione della monarchia con la festa della Repubblica.
Ecco perchè l’occasione delle celebrazioni dell’unità è stata sprecata, con una verità sotterrata che invece, se affermata, avrebbe rafforzato lo spirito unitario. E invece il tenerla nascosta significa continuare a imbavagliare e strozzare il grido di chi sa; e questo ne alimenta la rabbia e il risentimento. Possibile che non lo si capisca?

Altri video:

li chiamarono briganti epilogo di Lina Sastri tratto dall’ omonimo film censurato del regista Pasquale Squittieri



Illustri citazioni sull’ annessione da parte dell’italia

    LA CAMORRA E GARIBALDI

 

   I PRIMATI DEL “REGNO DELLE DUE SICILIE”

                         sotto la dinastia dei BORBONE (1734- 1860)  

  • Prima cattedra di economia al mondo  ( 1754 )( NAPOLI – Antonio Genovesi)
  • Accademia di architettura  ( 1762 ) (una delle prime e più prestigiose d’Europa )
  • Primo cimitero italiano per poveri ( 1763 ) ( Napoli – “il Cimitero delle 366 fosse” )
  • Primo codice Marittimo nel mondo  ( 1781 )
  • Primo intervento in Italia di profilassi Anti-tubercolare  ( 1782 )
  • Primo Cimitero in Europa ad uso di tutte le classi sociali ( Palermo ) 1783
  • Prima assegnazione di case popolari in Italia ( 1789 ) ( San Leucio presso Caserta )
  • Prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita  ( 1789 ) ( San leucio )
  • Primo Atlante Marittimo al mondo ( 1792 ) ( Giovanni Antonio Rizzi Zannoni- Atlante delle Due Sicilie )
  • Primo Museo Mineralogico al mondo ( 1801 )
  • Primo “Orto Botanico” in Italia di concezione moderna ( 1807 ) ( Napoli )
  • Prima Scuola di Ballo in Italia annessa al S. Carlo  ( 1812 )
  • Primo Ospedale Psichiatrico italiano  ( 1813 ) ( Reale Morotrofio di Aversa )
  • Prima nave a vapore nel Mediterraneo ( il “Ferdinando I“ )
  • Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte ( 1819 ) ( Napoli )
  • Primo Ponte sospeso, in ferro, nell’ Europa Continentale  ( 1832 ) (il ponte “ Real Ferdinando” sul Garigliano)
  • Prima Nave da crociera in Europa ( 1833 ) ( nave “ Francesco I° “ )
  • Primo Istituto italiano per Sordomuti ( 1835 )
  • Prima compagnia di Navigazione a Vopore del Mediterraneo ( 1836 )
  • Prima Ferrovia italiana ( 1839 ) ( tratto Napoli – Portici )
  • Prima Illuminazione a gas di una città italiana ( 1839 ) ( terza in Europa dopo Londra e Parigi )
  • Prima fabbrica Metalmeccanica in italia per numero di operai ( 1050 ) a Pietrarsa ( Napoli ) ( 1840 )
  • Primo Centro Sismologico in italia presso il Vesuvio ( Ercolano 1841 )
  • Primo Sistema a fari lenticolari a luce costanta in italia ( 1841 )
  • Prima Nave da guerra a vapore d’italia ( 1843 ) ( Pirofregata “ Ercole “ )
  • Primo Periodico Psichiatrico italiano ( 1843 ) (pubblicato presso il reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglia )
  • Prima Locomotiva a Vapore costruita in italia ( 1845 ) ( a Pietrarsa )
  • Primo osservatorio Meteorologico italiano ( 1845 ) ( alle falde del vesuvio Ercolano )
  • Primo Telegrafo Elettrico in italia ( 1852 )
  • Primo Bacino di carenaggio in muratura in italia ( 1852 ) ( porto di Napoli )
  • Primo esperimento di luce elettrica in italia ( 1852 )
  • Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’ America ( 1853 ) ( il “ Sicilia “- 26 giorni impiegati )
  • Prima applicazione dei principi della scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi ( 1853 )
  • Primo Premio Internazionale per la produzione di pasta ( 1856 ) (Mostra di Parigi )
  • Primo Premio Internazionale per la lavorazione di Coralli ( 1856 ) ( Mostra Internazionale di Parigi )
  • Primo Sismografo elettromagnetico nel mondo (1856 ) (costruito da Luigi Calmieri )
  • Primo Stato italiano in Europa per la produzione di Guanti ( 1859 ) ( 700.000 dozzine di paia ogni anno )
  • Prima Flotta Mercantile e Militare d’italia ( 1860) ( seconda nel mondo )
  • Prima Nave ad Elica in italia ( 1860 ) ( il “ Monarca “ )
  • Più grande Industria Navale d’italia per numero di operai (  Castellammare di stabia – 2000 operai ) ( 1860)
  • Primo tra gli stati italiani per numero di Orfanotrofi,Ospizi,Collegi,Conservatori,Strutture Assistenza e Formazione
  • La più bassa percentuale di mortalità infantile in italia ( 1860)
  • La più alta percentuale di medici per numero di abitanti in italia ( 1860)
  • Prima città d’italia per numero di Tetri ( 1860 )
  • Prima città d’italia per numero di Conservatori Musicali ( Napoli ) ( 1860 )
  • Primo “ Piano Regolatore” in italia ( 1860) ( per la città di Napoli )
  • Prima città italiana per numero di Tipografie ( 1860) ( 113 a Napoli )
  • Prima città d’italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste ( 1860)
  • La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato ( 1860) ( 120% alla borsa di Parigi)

 

       REGNO delle due SICILIE       

Minor carico Tributario Erariale in Europa (1860)

Miglior finanza pubblica in italia Schema

del 1869 in milioni di lire-oro

(Regno delle due Sicilie: 443,2 )

 più di tutti gli altri stati messi insieme

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( Lombardia: 8.1)  ( Veneto: 12,7)     

( Ducato di Modena: 0,4) 

(Parma e Piacenza: 1,2 )

(Stato Pontificio: 90,6) 

(Regno di Sardegna: 27 )      

(Granducato di Toscana: 84,2)  

San Leucio

Il re Carlo di Borbone, consigliato dal ministro Bernardo Tanucci, pensò di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia ad apprendere l’arte della tessitura, per poi lavorare negli stabilimenti reali. Venne così costituita nel 1778, su progetto dell’architetto Francesco Collecini, una comunità nota come Real Colonia di San Leucio, basata su uno statuto apposito del 1789 che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità.

video documentario e statuto di San Leucio

La storia mai raccontata

         Un libro e un museo per onorare i vinti del 1861,

Paolo Mieli, Corsera del 14/04/03

il falso di un Risorgimento che somiglia ben poco a quello che ci danno da studiare a scuola

Indro Montanelli

 

Se i briganti furono delinquenti allora l’Italia nacque legittimamente, ma se i briganti furono patrioti e resistenti allora è tutta un’altra storia. La storia del mezzogiorno contemporaneo pare essere un tutt’uno con la storia della questione meridionale. La storia delle cause e delle responsabilità piuttosto che la vicenda storica effettiva. Vae victis, una storia raccontata dai vincitori ed i vinti del Sud che si dovranno sempre giustificare sul perché si siano battuti

“per la parte sbagliata”. Il Brigantaggio ebbe inizio storicamente all’indomani della partenza

per l’esilio del Re Francesco II di Borbone, avvenuta il 13 febbraio 1861, già due giorni

dopo ci furono le prime sollevazioni. Quel Popolo che si ribellò fu marchiato con la parola “BRIGANTE” dall’ idioma francese brigant che significa delinquente, bandito. La repressione messa in atto dai Piemontesi fu violentissima sin dall’inizio, ma inefficace. Il nuovo Regno d’Italia schierò ben 211.500 soldati e inviò i suoi ufficiali di maggior rilievo, eppure per molto tempo non riuscì a distruggere neppure una banda. Nel 1863, fu istituita una Commissione Parlamentare d’inchiesta presieduta dal deputato Giuseppe Massari quale venivano indicate le cause del brigantaggio: la miseria delle popolazioni, dovuta ovviamente all’oppressione borbonica; era povera perché affamata dai Borbone. Dalla relazione Massari ebbero come risultato la promulgazione  della <Legge Pica> che autorizzava lo stato d’assedio nei paesi battuti dai briganti. Risultato: quasi un milione di morti, 54 paesi distrutti, stupri e violenze inaudite, processi e fucilazioni sommarie. Da un diario di un ufficiale sabaudo: <Entrammo in un paese e subito incominciammo a fucilare i preti e gli uomini, quanti capitavano>. Pontelandolfo paese del beneventano fu letteralmente raso al suolo. Anche la storiografia corrente ha riconosciuto che la repressione.

Ma c’è di più, purtroppo, … campi di concentramento il più temibile quello di Fenestrelle fortezza situata a quasi duemila metri di altezza, sulle montagne piemontesi, sulla sinistra del Chisone, faceva tanto spavento come la relegazione in Siberia. Ufficiali, sottufficiali e soldati (tutti quei militari borbonici che non vollero finire il servizio militare obbligatorio nell’esercito sabaudo, tutti quelli che si dichiararono apertamente fedeli al Re Francesco II, quelli che giurarono aperta resistenza ai piemontesi) subirono il trattamento più feroce. La liberazione avveniva solo con la morte ed i corpi (non erano ancora in uso i forni crematori) venivano disciolti nella calce viva collocata in una grande vasca situata nel retro della chiesa che sorgeva all’ingresso del Forte. Una morte senza onore, senza tombe, senza lapidi e senza ricordo, affinché non restassero tracce dei misfatti compiuti. Ancora oggi, entrando a Fenestrelle, su un muro è ancora visibile l’iscrizione: “Ognuno vale non in quanto è ma in quanto produce”. (ricorda molto la scritta dei lager nazisti). … Già nel 1862 Nel mese di ottobre, essendosi fatta insostenibile la sistemazione dei prigionieri di guerra e dei detenuti politici, con la deportazione degli abitanti d’interi paesi, con le “galere” piene fino all’inverosimile, il governo piemontese diede incarico al suo ambasciatore a Lisbona di sondare la disponibilità del governo portoghese a cedere un’isola disabitata dell’Oceano Atlantico, al fine di relegarvi l’ingombrante massa di molte migliaia di persone da eliminare definitivamente. Il tentativo diplomatico,tuttavia, non ebbe successo, ma la notizia riportata il 31 ottobre dalla stampa francese suscitò una gran ripugnanza nell’opinione pubblica. L’aspetto più indecente di questa porzione di storia è che sullo sfondo c’è una storia di debiti di guerra (Cavour ne fece tre in dieci anni!) Le riserve auree  del Regno delle Due Sicilie, (500 milioni contro i 100 dei piemontesi) avrebbero permesso di stampare carta moneta per circa tre miliardi una vera e propria manna se a ciò si aggiunge le nuove tasse imposte ai 9 milioni di abitanti, i risparmi, le terre ed i beni sottratti alle autorità ecclesiali destinati allo sviluppo dell’agricoltura padana. Tutto in nome dell’unità d’Italia. Il Sud fu depredato e soggetto ad una dura imposizione fiscale “Nel Regno delle Due Sicilie la tassazione era, nel 1859, di 14 franchi a testa. Nel 1866, sotto il nuovo regime, le tasse erano salite fino a 28 franchi a testa, il doppio di quanto pagava l”’oppresso” popolo napoletano prima che Garibaldi venisse a liberarlo” . Verso la fine del tremendo decennio, il Brigantaggio, decimato e incattivito, andò perdendo la spinta ideale che lo aveva animato e le bande rimaste si diedero, allora sì, ad atti di malavita, istigate anche dalla condizione di estrema povertà nella quale le regioni meridionali erano cadute e dalla nascita del latifondo, che toglieva ai contadini ogni possibilità di una sopravvivenza dignitosa. Solo da quel momento in poi, la repressione piemontese prese il sopravvento: il Brigantaggio fu debellato definitivamente e i Meridionali andarono a cercare una nuova vita nelle Americhe, avviando un fenomeno del tutto sconosciuto fino nel Regno delle Due Sicilie. Nel 1861, infatti, si contavano soltanto 220mila italiani residenti all’estero; nel 1914 erano 6 milioni. È inquietante, se si pensa che la popolazione dell’ex Regno napoletano era composta da 8 milioni di persone. – L’esercito sardo aveva avuto la propria vittoria, ma non così il regno d’Italia: i briganti non erano distrutti, avevano trovato un’altra forma di resistenza,l’emigrazione.

                                     Pilone[1].jpg

UN EPISODIO DI BRIGANTAGGIO

NELLA TORRE (del Greco) dell’800

Dopo l’annessione del Regno delle Due Sicilie avvenuta alla fine del 1860. In una situazione

di grave malessere sociale ed economico s’innestarono dei fatti politici, come lo scioglimento,

da parte di Garibaldi, dell’esercito napoletano che tolse agli ex soldati di Francesco II

ingiuriati e derisi, ogni possibilità di reinserirsi nella vita civile e li rese disponibili a

qualsiasi avventura; il licenziamento, da parte del Governo italiano, dell’esercito

garibaldino che nel frattempo si era ingrossato con l’accorrere di delinquenti comuni, falsi

liberali, evasi dalle carceri, mendicanti, vagabondi e montanari affamati che speravano

di ottenere il condono e l’assunzione in servizio regolare (provvedimento in se stesso onesto che

fece, però, aumentare il numero degli sbandati e il vuoto delle forze militari); l’aggravamento

delle imposte e l’estensione anche al Sud della coscrizione militare obbligatoria che allontano

dal lavoro molti giovani e peggioro l e condizioni economiche delle famiglie. Molti meridionali si convinsero sempre più che il nuovo Governo non sapeva comprendere le necessità del Mezzogiorno. Il brigantaggio fu considerato dal Governo italiano un’esplosione di delinquenza e di insubordinazione politica e venne perciò combattuto con estrema energia, con l’intervento di veri eserciti di soldati e di carabinieri ed ebbe il carattere, dal 1861 al 1870, di una vera guerra civile, con migliaia di morti fra le due parti combattenti e fra i cittadini, fucilazioni in massa, deportazioni, distruzioni di interi paesi e incendi di foreste. Anche la zona vesuviana ebbe il suo bravo brigante. Antonio Cozzolino nativo di Boscotrecase, detto Pilone, fu prima scalpellino della pietra vesuviana. Fu arrestato una prima volta a causa di alcuni dissidi avuti col comandante della guardia urbana di Boscotrecase per porto d’armi abusivo, poi liberato. Nel 1860 in Sicilia, quale soldato dell’esercito napoletano, combatté contro i Mille di Garibaldi e compi un atto di valore col prendere in battaglia una bandiera “piemontese” che venne esposta poi nella Reggia di Portici. Dopo l’annessione del Regno delle Due Sicilie si fece brigante di Sua Maestà borbonica e con la sua banda infesto tutta la zona vesuviana, fra Ottaviano, Boscotrecase, Boscoreale, Torre Annunziata e Torre del Greco. Aveva ottima conoscenza del Vesuvio e delle numerose cavità laviche che fungevano da nascondiglio e per parecchio tempo riuscì a nascondersi e a non farsi prendere dalle forze dell’ordine. Nel 1861, in piazza Annunziatella a Boscotrecase, assali e sequestro in pieno giorno il marchese Avitabile, direttore del Banco di Napoli, fece poi sapere alla famiglia che questi sarebbe stato ucciso se entro tre giorni non gli fosse stata versata la somma di 20 mila ducati tutti in oro; La famiglia Avitabile non era in grado di mettere insieme tutto ad un tratto la somma e ricorse a parenti ed amici. Un amico ebbe l’incarico di portare il denaro richiesto nel luogo indicato, quasi sulla cima del Vesuvio e pensando di far risparmiare agli Avitabile parte di esso, nascose 10 mila ducati e si presento al brigante. Trovo questi con tre o quattro dei suoi che lo aspettava: all’offerta del venuto, il Pilone si ritiro in disparte per deliberare coi suoi, poi torno dicendo che si accontentava. Stese a terra il mantello e il denaro fu contato. Poco dopo comparve il marchese. “Potete andare – disse Pilone – e perdonateci”. Il marchese e l’amico erano già lontani quando furono richiamati, con sommo sgomento, da uno dei briganti. “Ecco il vostro fucile – disse questi al marchese – ve lo riporto acciocché non diciate che siamo dei ladri”. Lo stesso Pilone assalì, sulla strada che porta al Vesuvio dal versante di Boscotrecase, il corteo con l’allora principe Umberto di Savoia il quale non venne maltrattato, ma fu spogliato di tutto ciò che aveva e rimandato indietro. Occupò poi, per stabilirvi il suo quartier generale, la Villa delle Ginestre in Torre del Greco, che apparteneva ai Ferrigni, nobile famiglia napoletana che aveva ospitato li il poeta Leopardi fra il 1836 e il 1837. In seguito Pilone fu costretto a lasciare il napoletano e a rifugiarsi nello Stato Pontificio dove si recavano tutti quei briganti che cercavano un luogo sicuro in caso di pericolo. Qui, pero, fu incarcerato. Riuscito ad evadere, fu ospitato da Francesco II nel palazzo Farnese e rimandato nel 1869 a Napoli perché riprendesse la sua criminosa attività. Tradito da un compagno, il 14 ottobre 1870, a Napoli cadde in un agguato tesogli dalla polizia napoletana. Scontratosi con gli agenti nei pressi dell’Orto Botanico in via Foria, tenne testa coraggiosamente agli assalitori; ma colpito da una pugnalata sotto il cuore da un appuntato di P.S., tenendosi la mano sinistra sulla ferita, cerco con la destra armata di pugnale di colpire il suo feritore ed una guardia accorsa, Ridotto all’impotenza, fu caricato su una carrozza e trasportato in Questura ove spiro poco dopo. Intorno al collo gli venne trovato un abitino (un sacchettino di stoffa che la gente del popolo porta per devozione con qualche reliquia) dentro il quale furono trovate immagini di santi; in tasca aveva un pezzetto di carta sul quale fu scritto “Antonio Cozzolino io sono figlio della Madonna Addolorata perché in cielo ce il signore che più di esso ce il padrone”. Nel portafogli aveva 40 lire e un abicì seguito dalla dottrina cristiana (Pilone era devoto a modo suo). Finita nel vicolo cieco della violenza fine a se stessa, la guerra dei briganti era fatalmente destinata alla sconfitta, anche perché la protesta si esplicava in senso contrario alla storia, cioè a favore dell’assolutismo borbonico e contro gli istituti liberali e l’idea unitaria che avevano ormai trionfato in Italia.

MEMORIA STORICA CANCELLATAultima modifica: 2011-07-12T10:48:00+02:00da ninkonanko

1 comment for “MEMORIA STORICA CANCELLATA

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