Misteri e affini, caffè letterario ad Ercolano

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Questa volta, dopo aver trattato in passato la questione “scuderie” di Villa Favorita ad Ercolano,facendo presente l’irrisorio affitto richiesto dall’amministrazione al vincitore della gara d’appalto per la fruizione del caffè letterario. Ci  limiteremo alla ripubblicazione di un articolo apparso su Metropolis web a cura di Ciro Formisano.

ERCOLANO a poche settimane dal dossier choc inviato dai risparmiatori a Roma, il caso della Deiulemar compagnia di navigazione finisce nuovamente sulla scrivania del presidente dell’autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone. L’ennesimo colpo di scena che rischia di aprire un nuovo squarcio nell’inchiesta sulla «disinvolta» gestione finanziaria dell’ex colosso economico di Torre del Greco arriva direttamente da Ercolano. Il consigliere comunale dei Verdi Giampiero Perna – vicino all’ala «renziana» capitanata dal «principe dei rottamatori ercolanesi» della città degli Scavi, Ciro Buonajuto – ha, infatti, messo insieme un vero e proprio fascicolo in relazione alle presunte «anomalie» relative all’affidamento delle scuderie reali di villa Favorita, la storica dimora sita ai confini tra la città degli scavi e Torre del Greco.Una mini-indagine accompagnata da documenti e visure catastali da cui emergerebbe il coinvolgimento della dinastia armatoriale a capo dell’ex banca privata della città del corallo nell’affare che ha portato all’assegnazione del Centro Atena, il polo culturale destinato a sorgere all’interno dell’edificio ristrutturato con fondi europei- alla società «Ottocento Napoletano», un’impresa con sede a Portici. La storia inizia a maggio del 2013 – la Deiulemar compagnia di navigazione era già fallita e gli armatori erano già stati raggiunti dalle ordinanze di custodia cautelare emesse prima dal tribunale di Torre Annunziata e poi dal tribunale di Roma – quando il bando per l’assegnazione delle scuderie redatto dal Comune di Ercolano e dal ministero dei beni e delle attività produttive finisce deserto. Eccessivamente alte le garanzie richieste – circa 1,5 milioni di euro di fatturato negli ultimi 3 anni – a dispetto dei termini vantaggiosi per il canone di locazione del «caffè letterario» destinato a nascere all’interno della struttura di corso Resina: 10.000 euro all’anno a base d’asta. Il Comune ci riprova a ottobre, abbassando il tetto delle garanzie a 1,2 milioni di euro. Alla porta dell’ente guidato dal sindaco Vincenzo Strazzullo bussa così «Ottocento Napoletano» che, grazie alle garanzie finanziarie fornite da una seconda impresa – procedura consentita dal bando – si porta a casa, come unica ditta partecipante, l’affitto per sei anni delle scuderie di villa Favorita per un canone mensile pari circa 1.400 euro mensili compresi di Iva: una «miseria» se si pensa che per ristrutturare lo storico edificio da 800 metri quadrati sita a corso Resina sono stati investiti due milioni di euro. Tutto «perfetto» se non fosse per il fatto che l’impresa «garante» della ditta di ristorazione con base a Portici è di fatto una «costola spolpata» della Deiulemar compagnia di navigazione: la società servizi di ristorazione «Poseidon srl».Secondo la visura catastale inserita nel fascicolo del consigliere comunale dei Verdi – resa nota da Gianpiero Perna nel corso di un incontro pubblico nella sede di Radio Siani, l’emittente anticamorra sita nell’ex casa del boss Giovanni Birra – la società «Poseidon» ha ottenuto nel 2005 il fitto del ramo d’azienda dalla Deiulemar compagnia di navigazione. Non solo -sempre secondo ciò che emerso dagli atti in possesso di Gianpiero Perna e corredati al dossier denuncia inviato al sindaco di Ercolano e al capo dell’anticorruzione Raffaele Cantone – la ditta vicina all’universo armatoriale eretto dalla dinastia di imprenditori di Torre del Greco è in liquidazione dal 15 ottobre 2013, circa un mese prima della consegna della documentazione al Comune. Tradotto: «Il Comune ha affidato a una ditta che ha ottenuto garanzie da un’impresa in liquidazione vicina alla Deiulemar la gestione del polo culturale di corso Resina», l’affondo del consigliere comunale. Il tutto senza «tenere conto delle norme che regolamentano le procedure d’appalto – come sottolineato dal consigliere comunale dei Verdi – perchè le società in liquidazione non possono garantire il permanere dei requisiti richiesti per tutta la durata dell’appalto». Un giallo burocratico dai contorni oscuri che ha spinto il consigliere comunale a richiedere l’immediato annullamento del bando o comunque richieste di «chiarimento esaustive» al sindaco Vincenzo Strazzullo. «In mancanza di risposte chiare- ha ribadito Gianpiero Perna nel corso del summit- entro 10 giorni invierò la documentazione alla Procura della Repubblica al fine di accertare le eventuali responsabilità penali». «Il mio obiettivo- afferma Perna- non è quello di attaccare le imprese che lavorano sul territorio, ma di porre l’accento sulle procedure amministrative poco chiare». Un intrigo che rischia di scatenare un terremoto in municipio, arricchendo forse di un nuovo capitolo anche l’incredibile odissea dell’ex colosso armatoriale che ormai non è più una garanzia.

 

Misteri e affini, caffè letterario ad Ercolanoultima modifica: 2014-07-15T14:29:27+02:00da ninkonanko
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